
PPWR e packaging farmaceutico: cosa cambia davvero tra deroghe, obblighi e nuove strategie di compliance
Cos’è il PPWR e perché interessa il farmaceutico
Il PPWR (Packaging and Packaging Waste Regulation) è il nuovo Regolamento europeo sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio che sostituirà l’attuale Direttiva 94/62/CE, con applicazione diretta in tutti gli Stati membri. L’obiettivo è ridurre i rifiuti di imballaggio, armonizzare il mercato interno e fare in modo che entro il 2030 tutti gli imballaggi immessi sul mercato UE siano riciclabili, con ulteriori target di riduzione e circolarità al 2040.
| Data | Evento / Obbligo Principale | Impatto Principale |
|---|---|---|
| 22/01/2025 | Pubblicazione GU UE cdf1+1 | Inizio iter formale |
| 11/02/2025 | Entrata in vigore environment.europa+2 | Forza legale, ma non applicabile |
| 12/08/2026 | Applicazione generale environment.europa+4 | Design, minimizzazione, etichette base, divieti PFAS |
| 2028–2029 | Etichettatura armonizzata circularise+1 | Informazioni materiali/smaltimento obbligatorie |
| 01/01/2030 | DfR obbligatorio, primi PCR, divieti monouso cdf1+1 | Riciclabilità 70%, riduzione 5% rifiuti |
| 2035 | Recyclable at scale, riduzione 10% cdf1 | Infrastrutture reali, review deroghe pharma |
| 2040 | Target finali circolarità cdf1+1 | Riduzione 15%, riutilizzo/riciclo 90% |
Sebbene il PPWR riguardi praticamente tutti i settori, per il packaging farmaceutico prevede sia deroghe sostanziali (soprattutto sul contenuto di riciclato) sia tempistiche più lunghe per alcuni requisiti, ma non introduce un’esenzione totale: le aziende devono comunque pianificare un adeguamento graduale.
Obiettivi strategici del PPWR
Il PPWR si fonda su alcuni pilastri che impattano trasversalmente tutti i tipi di imballaggio, compreso quello farmaceutico.
- Riduzione dei rifiuti di imballaggio lungo l’intero ciclo di vita, con l’obbligo di evitare soluzioni sovradimensionate o non necessarie.
- Riciclabilità effettiva: tutti gli imballaggi devono essere progettati per il riciclo (Design for Recycling) entro il 2030 e riciclati “su vasta scala” entro il 2035, cioè raccolti, selezionati e trattati da catene fisiche e scalabili di raccolta, selezione e trattamento dei rifiuti di imballaggio.
- Aumento del contenuto di materiale riciclato (PCR) negli imballaggi in plastica, con target obbligatori a partire dal 2030 e più stringenti verso il 2040.
* Le specifiche DfR settoriali sono i criteri tecnici personalizzati per “Design for Recycling” (DfR), definiti dalla Commissione UE tramite atti delegati entro il 31 dicembre 2028, adattati a ciascun settore merceologico (es. farmaceutico, alimentare, cosmetico, beverage) per valutare la riciclabilità effettiva degli imballaggi complessi o specializzati. Non esiste un DfR “universale”: queste linee guida settoriali tengono conto delle peculiarità tecniche, normative e infrastrutturali di ogni filiera, garantendo che il requisito del 2030 sia realistico e applicabile.
Packaging farmaceutico e PPWR: campo di applicazione
Nel contesto del PPWR, il packaging farmaceutico include l’imballaggio primario e secondario dei medicinali, in quanto direttamente o strettamente collegato al prodotto medicinale e alla sua protezione da agenti esterni.
- Imballaggio primario: flaconi, blister, siringhe pre-riempite, fiale, tubi, contenitori che entrano in contatto diretto con il medicinale.
- Imballaggio secondario: astucci, scatole, imballi di raggruppamento legati a un singolo medicinale o a un kit terapeutico.
Il packaging terziario farmaceutico, non beneficia delle deroghe specifiche per primario/secondario previste dall’art. 7 e 15 PPWR. Si tratta di imballaggio da trasporto/logistica (terziario), soggetto a tutti gli obblighi generali del Regolamento UE 2025/40, inclusi minimizzazione volume, DfR (Design for Recycling) entro 2030 e PCR dove applicabile, senza esenzioni per sicurezza del medicinale.
Deroghe e esenzioni
Il PPWR esclude da alcuni obblighi stringenti (es. target PCR minimi) il packaging farmaceutico primario e secondario, destinato a entrare in contatto con prodotti regolati da normative specifiche su sicurezza e salute, per priorizzare la sicurezza umana, senza compromettere regole come le GMP.
- Esenzione per l’obbligo di contenuto minimo di plastica riciclata (PCR) per il packaging “contact sensitive”, tra cui il packaging farmaceutico primario e secondario.
- Deroga temporale all’obbligo di Design for recycling entro il 2030 per gli imballaggi healthcare a contatto con il prodotto, con rinvio e revisione al 2035.
- Eccezioni e valutazioni particolari per alcuni materiali o trattamenti quando necessari a garantire barriere contro luce, umidità, ossigeno o contaminazioni critiche.
Queste deroghe non annullano l’esigenza di riprogettare il packaging in chiave di riduzione dei volumi, ottimizzazione logistica e inserimento dell’etichettatura ambientale, che si applicano comunque anche al farmaceutico.
Requisiti chiave per il packaging farmaceutico
Riduzione dell’eccesso di imballaggio e dello spazio vuoto
Una novità concreta del PPWR riguarda il contenimento dello spazio vuoto e la riduzione del sovraimballaggio.
- Il Regolamento prevede un rapporto massimo di spazio vuoto del 50% per imballaggi assemblati, da trasporto e per l’e-commerce, con impatto anche sui flussi distributivi della filiera farmaceutica.
- Le aziende dovranno dimostrare che il peso e il volume degli imballaggi sono minimizzati compatibilmente con i requisiti di protezione, riducendo scatole sovradimensionate, alveoli inutili o strati ridondanti di materiale.
Per il farmaceutico, ciò significa ripensare formati e configurazioni logistiche (shipper, imballi di spedizione, multipack ospedalieri) mantenendo integrità e tracciabilità ma riducendo volumi e materiali.
Riciclabilità, materiali e PFAS
Anche se il packaging farmaceutico primario è parzialmente esentato da alcuni target, l’orientamento generale resta quello di favorire soluzioni riciclabili e lontane da sostanze problematiche.
- Entro il 2030 il design dovrà comunque tendere alla riciclabilità, in attesa delle specifiche DfR (Design for Recycling) settoriali previste entro il 2028, che stabiliranno criteri di valutazione della riciclabilità con classi da A a C.
- Il PPWR include misure di riduzione per metalli pesanti e PFAS, in particolare per gli imballaggi a contatto con prodotti di consumo; alcune aziende healthcare stanno già migrando verso soluzioni senza PFAS intenzionalmente aggiunti.
Per la farmaceutica, il bilanciamento tra barriere funzionali, compatibilità con il prodotto e riduzione di PFAS/metalli richiederà una valutazione congiunta tra QA, R&D e fornitori di materiali.
Etichettatura e informazioni ambientali
Il PPWR introduce obblighi di etichettatura armonizzata per facilitare la corretta raccolta differenziata e per evitare “environmental claims” fuorvianti.
- Le etichette dovranno riportare informazioni su composizione del materiale di imballaggio, riutilizzo, contenuto di materiale riciclato e indicazioni chiare sulle modalità di smaltimento.
- Saranno limitate o vietate le diciture ambientali vaghe o non comprovate, a tutela del consumatore e per favorire scelte informate anche in farmacia e canali parafarmaceutici.
Nel farmaceutico, queste informazioni dovranno convivere con quelle regolatorie già presenti (AIC, lotti, scadenze, QR per serializzazione, ecc.), rendendo cruciale una progettazione grafica e informativa ben strutturata.
Domande frequenti sul PPWR per il packaging farmaceutico
I medicinali sono esentati dal PPWR?
No, il packaging farmaceutico rientra nel perimetro del PPWR, ma con deroghe specifiche per il packaging a contatto diretto con il medicinale.
- L’imballaggio primario e secondario dei farmaci è esentato da obblighi di contenuto minimo di plastica riciclata, per preservare la sicurezza e la stabilità del medicinale.
- Alcuni requisiti di “design for recycling” sono posticipati o soggetti a riesame per il contact sensitive packaging, ma restano validi per l’imballaggio terziario e da trasporto.
Le aziende farmaceutiche non possono quindi ignorare il PPWR: devono mappare le parti della propria value chain che ricadono in pieno negli obblighi, distinguendo tra primario, secondario, terziario e imballaggio logistico.
Come si concilia il PPWR con GMP, serializzazione e antimanomissione?
Il PPWR non sostituisce né indebolisce i requisiti di qualità e sicurezza del farmaco, ma si somma a essi imponendo una dimensione ambientale.
- Gli elementi di tracciabilità (codici 2D, dispositivi antimanomissione, serializzazione) devono essere integrati in un packaging che sia, per quanto possibile, ridotto, riciclabile e correttamente etichettato dal punto di vista ambientale.
- In Italia e in altri Paesi, l’adeguamento alle norme sulla tracciabilità digitale e sicurezza confezioni ha già richiesto modifiche alle linee: ulteriori modifiche saranno necessarie per incorporare le richieste PPWR senza compromettere la conformità GMP.
Questo rende strategico un approccio di co-progettazione tra funzioni regolatorie, qualità, ingegneria di confezionamento e fornitori di materiali, per evitare interventi frammentati e costosi.
Che impatto ha il PPWR sull’export extra-UE di farmaci?
Il PPWR si applica agli imballaggi immessi sul mercato dell’Unione Europea, ma influenza indirettamente anche l’export.
- Le aziende che producono in UE per mercati extra-UE dovranno comunque garantire che gli imballaggi rispondano ai requisiti PPWR se i prodotti vengono commercializzati anche nei Paesi membri.
- La standardizzazione verso packaging più riciclabili e ottimizzati tenderà a diffondersi come best practice anche verso mercati non UE, per evitare doppie linee e configurazioni.
Per multinazionali e CDMO, ciò apre scenari di armonizzazione dei formati e delle specifiche di packaging a livello globale, con l’UE come driver regolatorio.
Esempio pratico di adeguamento del packaging farmaceutico al
Come adeguarsi al PPWR: punti principali
Passi operativi per QA, RA e packaging
Le aziende farmaceutiche dovrebbero impostare fin da subito un piano strutturato di adeguamento.
- Mappatura degli imballaggi: classificare tutti i tipi di packaging (primario, secondario, terziario, logistico) e individuare quelli soggetti a pieno titolo agli obblighi PPWR, compresi i flussi e-commerce e home delivery.
- Gap analysis rispetto ai requisiti: valutare riduzione di volume, riciclabilità, presenza di PFAS/metalli critici, etichettatura ambientale, contenuto di plastica riciclata dove applicabile.
- Roadmap con priorità: partire dagli imballaggi ad alto volume e ad alto impatto logistico (shipper, imballi multiprodotto, linee ad alto throughput) prima di affrontare i casi più complessi e sensibili.
Collaborazione con fornitori e partner logistici
Il PPWR richiede un approccio di filiera, non solo interventi interni all’azienda farmaceutica.
- Coinvolgere i fornitori di materiali e converter per sviluppare soluzioni compliant, documentare la riciclabilità e, dove richiesto, il contenuto di PCR.
- Lavorare con 3PL e operatori logistici per ridisegnare imballi da trasporto e palletizzazione in ottica di riduzione spazio vuoto, standardizzazione e facilità di smaltimento.
- Verificare le implicazioni contrattuali e di responsabilità estesa del produttore (EPR), dato che il PPWR rafforza i meccanismi che rendono i produttori responsabili finanziariamente e operativamente della gestione dei rifiuti di imballaggio.
Questo approccio integrato permette di trasformare l’adeguamento normativo in leva competitiva e di reputazione, soprattutto nei confronti di ospedali, payor e autorità sanitarie sensibili alla sostenibilità.
Conclusioni
Il PPWR segna l’ingresso definitivo del packaging farmaceutico in una logica di economia circolare, pur salvaguardando – tramite deroghe mirate – la priorità assoluta di sicurezza, sterilità e integrità del medicinale. Per le aziende pharma questo significa ripensare progressivamente astucci, shipper, materiali e informazioni ambientali, passando da una visione “solo regolatoria” a una visione integrata qualità–ambiente–logistica.
Il momento migliore per agire è adesso: avvia una mappatura dei tuoi imballaggi, confrontati con i fornitori e costruisci una roadmap PPWR-ready che tenga conto di GMP, serializzazione e requisiti ambientali.
Se operi nel settore farmaceutico o sei un fornitore di packaging, valuta la possibilità di coinvolgere consulenti specializzati S4BT per accelerare l’adeguamento e trasformare il PPWR in un vantaggio competitivo, non in un semplice costo di compliance.
Riferimenti:








