CSA - Computer Software Assurance

(CSA) Computer Software Assurance FDA: che cos’è e cosa cambia per i dispositivi medici 

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(CSA) Computer Software Assurance FDA: che cos’è e cosa cambia per i dispositivi medici 

PANORAMICA SIMPOSIO AFI 2026

(CSA) Computer Software Assurance FDA: che cos’è e cosa cambia per i dispositivi medici 

La Computer Software Assurance (CSA) è l’approccio basato sul rischio con cui la FDA raccomanda di stabilire e mantenere la garanzia di idoneità del software utilizzato nella produzione dei dispositivi medici o nell’ambito del relativo sistema di gestione della qualità. Lo scorso 3 febbraio 2026, la FDA ha pubblicato la versione aggiornata della guidance ufficiale sulla CSA, che descrive l’orientamento corrente dell’Agenzia e fornisce raccomandazioni operative rivolte ai fabbricanti. 

Nei paragrafi seguenti approfondiremo il modello della Computer Software Assurance, analizzando la sua definizione, il rapporto con la Computer System Validation (CSV), la gestione delle registrazioni elettroniche (21 CFR Part 11) e le principali implicazioni pratiche per le aziende del settore.

Che cos’è la Computer Software Assurance

La definizione FDA

La FDA descrive la Computer Software Assurance come un approccio basato sul rischio per stabilire e mantenere la certezza ragionevole che il software sia idoneo all’uso previsto (fit for intended use). La valutazione si concentra sul rischio che un eventuale malfunzionamento del software possa compromettere la sicurezza del paziente o la qualità del dispositivo medico. Di conseguenza, il livello di assurance e il rigore delle attività di test devono essere direttamente proporzionati al rischio identificato. Secondo le indicazioni dell’Agenzia, la CSA consente inoltre di mantenere il sistema in uno stato controllato durante tutto il suo ciclo di vita, garantendo uno stato validato coerente con i requisiti del sistema qualità. 

Quali software sono inclusi

L’ambito della guidance comprende computer e sistemi automatizzati di elaborazione dati utilizzati direttamente o come supporto nella produzione o nel sistema di gestione della qualità (QMS). Nello specifico, rientrano tra i software interessati quelli destinati a: 

  • automatizzare processi produttivi e di confezionamento; 
  • eseguire ispezioni, misurazioni o test di conformità; 
  • raccogliere ed elaborare dati di produzione; 
  • automatizzare workflow e processi del sistema qualità; 
  • raccogliere e gestire dati e registrazioni di qualità; 
  • supportare le attività di sviluppo, test o monitoraggio dei sistemi produttivi o di qualità; 
  • conservare record relativi alla produzione o al sistema qualità. 

La CSA si applica anche a tecnologie avanzate quali: 

  • strumenti di automazione, bot e workflow automatici; 
  • applicativi di data analytics e business intelligence; 
  • soluzioni basate su intelligenza artificiale (AI) e machine learning (ML); 
  • servizi di cloud computing nelle modalità SaaS, PaaS e IaaS. 

Cosa è generalmente “out of scope” 

La FDA distingue nettamente il software impiegato nella produzione o nel QMS dai sistemi destinati alla gestione aziendale generale. Di norma, non sono soggetti ai requisiti di validazione del software di produzione o qualità: 

  • le applicazioni per la gestione aziendale ordinaria, come la posta elettronica o la contabilità; 
  • le infrastrutture IT generali, come le reti, l’autenticazione degli utenti o la continuità operativa. Rimangono inoltre escluse dal perimetro della CSA le funzioni software che costituiscono esse stesse un dispositivo medico (Software as a Medical Device o SaMD). In ogni caso, la valutazione della pertinenza normativo-operativa dipende sempre dall’uso effettivo del sistema. 

Cosa è “out of scope”

La FDA distingue nettamente il software impiegato nella produzione o nel QMS dai sistemi destinati alla gestione aziendale generale. Di norma, non sono soggetti ai requisiti di validazione del software di produzione o qualità: 

  • le applicazioni per la gestione aziendale ordinaria, come la posta elettronica o la contabilità; 
  • le infrastrutture IT generali, come le reti, l’autenticazione degli utenti o la continuità operativa. Rimangono inoltre escluse dal perimetro della CSA le funzioni software che costituiscono esse stesse un dispositivo medico (Software as a Medical Device o SaMD). In ogni caso, la valutazione della pertinenza normativo-operativa dipende sempre dall’uso effettivo del sistema. 

CSA e Computer System Validation

La CSA sostituisce la CSV?

No. La CSA non elimina l’obbligo di validazione del software, né concede deroghe alla necessità di dimostrare l’idoneità del sistema. La Computer System Validation (CSV) rappresenta tradizionalmente il quadro concettuale per la convalida dei sistemi informatizzati. La CSA introduce invece un approccio risk-based e least-burdensome, in base al quale l’onere documentale e analitico non deve superare quanto strettamente necessario per gestire il rischio identificato. L’obiettivo della CSA è infatti produrre evidenze oggettive adeguate a soddisfare gli obblighi normativi, evitando al contempo attività ridondanti.

Il principio della proporzionalità

La guidance FDA si adegua ai principi della norma ISO 13485:2016, richiamando la necessità che le attività di validazione e rivalidazione siano commisurate al rischio associato all’uso del software e all’impatto sulla conformità del prodotto. Un sistema informatizzato complesso può comprendere funzionalità con differenti usi previsti e livelli di rischio eterogenei. Non occorre quindi applicare la medesima intensità di assurance a tutte le componenti del software. La FDA suggerisce di analizzare specificamente: 

  • le singole funzionalità e operazioni; 
  • il rispettivo uso previsto; 
  • il rischio derivante da un eventuale guasto del software.

E per le registrazioni elettroniche? Il legame tra CSA e 21 CFR Part 11

Un ambito di grande interesse riguarda la gestione dei documenti informatici e delle firme elettroniche normati dalla 21 CFR Part 11. La norma Part 11 fissa i criteri affinché i record e le firme elettroniche siano considerati autentici, affidabili ed equivalenti ai documenti cartacei sottoscritti a mano. Essa si applica a tutte le registrazioni in formato elettronico previste dalle regole del sistema qualità (predicate rules). 

La guidance FDA chiarisce che la filosofia least-burdensome della CSA trova piena applicazione anche per i sistemi soggetti alla Part 11. Anziché sovraccaricare le procedure con stampe cartacee e screenshot manuali, i fabbricanti possono attestare l’integrità e la tracciabilità dei dati valorizzando le funzionalità native del software: 

  • audit trail automatici e marcati temporalmente; 
  • log di sistema digitali; 
  • controlli di accesso e autorizzazioni utente. 

La FDA specifica che, sebbene sia prevista una discrezionalità nell’applicazione dei requisiti di validazione specifici della Part 11, rimangono pienamente vincolanti gli obblighi generali di validazione del software stabiliti dalle norme del sistema qualità (ISO 13485 / Part 820). 

Integrare la CSA nel ciclo di vita del software

L’applicazione della Computer Software Assurance si estende all’intero ciclo di vita del sistema informatizzato. Questo richiede una pianificazione strutturata che includa: 

  • la definizione dell’uso previsto del software; 
  • l’analisi dei rischi di guasto del processo e del prodotto; 
  • l’esecuzione di test proporzionati (distinguendo tra test guidati da script e test esplorativi); 
  • la raccolta di evidenze oggettive in grado di dimostrare l’affidabilità operativa del sistema. 

La documentazione prodotta deve tracciare in modo trasparente il percorso seguito, collegando i rischi identificati alle attività di verifica svolte e ai risultati ottenuti. 

Domande frequenti

La CSA è una nuova norma obbligatoria?

No. No. La guidance della FDA contiene raccomandazioni non vincolanti e rappresenta l’orientamento attuale dell’Agenzia. I fabbricanti possono adottare approcci alternativi, purché garantiscano il rispetto dei requisiti di legge applicabili. Rimangono invece obbligatori e vincolanti i requisiti normativi sulla validazione del software e sul sistema qualità.

È necessario rivalidare tutti i sistemi?

No. La guidance non impone la rivalidazione integrale dei sistemi già in uso. Il fabbricante deve stabilire le azioni necessarie valutando l’uso previsto, le modifiche apportate, le evidenze già disponibili e i rischi associati. 

La CSA riguarda anche il SaaS?

Sì. I servizi SaaS (Software as a Service) rientrano nell’ambito della CSA quando sono impiegati nella produzione o nel QMS. In questi contesti, l’analisi deve concentrarsi sulle funzionalità utilizzate, sulla gestione del fornitore e sull’integrità delle registrazioni. 

La CSA riguarda il software del dispositivo medico?

No. La CSA non si applica alle funzioni software che rientrano nella definizione di dispositivo medico (SaMD). 

Conclusioni

La Computer Software Assurance FDA definisce un modello operativo rigido nei principi ma flessibile nell’applicazione, finalizzato a garantire l’affidabilità operativa dei software aziendali. L’aspetto centrale risiede nella capacità di concentrare le risorse e il rigore analitico sulle funzioni che presentano un impatto diretto sulla sicurezza e sulla qualità del prodotto. 

Nel contesto della nuova QMSR (in vigore dal 2 febbraio 2026) e dell’integrazione della ISO 13485:2016 nel 21 CFR Part 820, i fabbricanti dovrebbero aggiornare il proprio sistema qualità verificando la coerenza di: 

  • mappatura dell’uso previsto dei software; 
  • metodologie di analisi del rischio; 
  • strategie di assurance e di testing; 
  • gestione delle modifiche e del controllo fornitori; 
  • conservazione delle registrazioni e mantenimento dello stato validato. 

Il punto di partenza raccomandato consiste nell’effettuare una revisione documentata dell’inventario software aziendale, confrontando le attuali procedure con le indicazioni della guidance FDA e con i requisiti della QMSR e della ISO 13485:2016. 

Riferimenti

  • FDA Guidance – Computer Software Assurance for Production and Quality Management System Software, 3 febbraio 2026. 
  • FDA Regulations – 21 CFR Part 11 (Electronic Records; Electronic Signatures) e Part 820 (Quality Management System Regulation – QMSR). 
  • International Standard – ISO 13485:2016 Medical devices – Quality management systems. 
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Computer System Validation

Data Integrity e Computer System Validation: normative e nuove tecnologie

Torniamo con questo articolo a parlare del tema della Data Integrity, più volte affrontato nei blog di S4BT e PRAGMA4U sotto differenti prospettive. 

Articoli correlati: Cosa sono i principi ALCOA e perché sono fondamentali nel Data Integrity 

In questo approfondimento ci soffermeremo in particolare sul legame tra Computer System Validation e Data Integrity. Faremo riferimento alle normative FDA 21 Cfr Part 11 e EU cGMP Annex 11, con un accenno a MHRA con il Framework ALCOA++. 

Successivamente ci soffermeremo sull’automazione dei processi a garanzia della Data Integrity, con uno sguardo in merito alle nuove tecnologie di Blockchain, Intelligenza Artificiale e Robotic Process Automation (RPA). 

Cosa significa Computer System Validation (CSV)?

 

La validazione dei sistemi computerizzati è il processo in cui un sistema computerizzato viene documentato e verificato, per garantire che soddisfi i requisiti specifici del cliente, funzioni come desiderato e sia conforme alle normative di riferimento. La convalida di un sistema computerizzato, inteso come insieme di componenti hardware e software, fornisce la prova documentata che il sistema, di supporto ad un processo:

  • farà ripetutamente e in modo affidabile ciò per cui è progettato 
  • è idoneo all’uso previsto 
  • rispetta le norme e i regolamenti applicabili. 

In altre parole, la CSV dimostra che un determinato sistema computerizzato è in grado di svolgere in modo coerente e riproducibile le funzioni previste, mantenendo l’integrità dei dati che gestisce, in termini di:  

  • produzione di risultati accurati e affidabili 
  • tracciabilità, protezione e non alterabilità dei dati. 

Le principali normative di riferimento per la Data Integrity

Numerose sono le normative di riferimento internazionali che affrontano il tema della Data Integrity e della validazione dei sistemi all’interno del settore farmaceutico e dei settori regolamentati affini. Tra le principali di riferimento vediamo la FDA 21 cfr part 11 e EU cGMP Annex 11.    

FDA 21 cfr part 11  

La normativa FDA CFR 21 part 11 definisce i requisiti minimi per sistemi che generano record soggetti alle predicate rule/GMP, sottomessi all’FDA o soggetti a ispezioni FDA, oppure che prevedano la gestione di firme per tali record, in formato elettronico. L’obiettivo è assicurare che record elettronici, firme elettroniche e firme manuali effettuate su record elettronici siano considerati affidabili, sicuri ed equivalenti (legalmente) a registrazioni su carta e a firme manoscritte su carta. 

La Data Integrity è un principio fondamentale in questa normativa, anche se non viene menzionato esplicitamente con questo termine. Le sue disposizioni garantiscono infatti che i dati elettronici siano affidabili, autentici e protetti da alterazioni. Nello specifico, troviamo riferimenti alla Data Integrity nelle sezioni: 

  • 11.10 e 11.30 Part B, dove si definiscono i controlli per garantire l’integrità, l’accuratezza e affidabilità dei dati elettronici, di cui i punti chiave relativi alla Data Integrity (Audit Trail; controllo degli accessi; Protezione dei Record, Validazione dei Sistemi Computerizzati, per garantire l’accuratezza, l’affidabilità, la coerenza delle prestazioni previste e la capacità di distinguere i record non validi o alterati, …) 
  • 11.50 Part B, dove si richiede che ogni firma elettronica sia associata a informazioni che dimostrino chi, cosa, quando e perché il record è stato registrato (concetto ALCOA+). 
  • 11.70 Part B, stabilisce che le firme elettroniche debbano essere legate in modo univoco e non modificabile al record firmato, evitando manomissioni. 

Reference: https://www.ecfr.gov/current/title-21/chapter-I/subchapter-A/part-11  

EU cGMP Annex 11  

La normativa EU cGMP Annex 11 “Computerized Systems” fornisce una guida dettagliata su come garantire la conformità ai requisiti delle Direttive GMP europee quando un sistema computerizzato sostituisce un’operazione manuale. 

L’Annex 11 si divide in 17 sezioni, molte delle quali riguardano direttamente la Data Integrity, anche se non esplicitamente citato nel testo. I principi fanno infatti riferimento al Framework ALCOA+ e tra queste citiamo ad esempio: 

  • Sezione 5 “Dati”. Richiede controlli automatici in caso di dati scambiati elettronicamente (interfacce) per minimizzare i rischi di processare dati errati (built-in checks vs device checks). 
  • Sezione 6 “Controlli di correttezza”. Per i dati critici inseriti manualmente è richiesto un ulteriore controllo di esattezza, effettuato da un secondo operatore o da un sistema automatico validato. 
  • Sezione 7 “Conservazione dei dati”. I dati devono essere preservati da danneggiamenti per tutto il periodo di ritenzione. Il Backup deve essere eseguito regolarmente. La possibilità di ripristino e quindi la leggibilità e l’integrità dei dati, devono essere verificati periodicamente, oltre che durante la convalida iniziale. 
  • Sezione 9 “Audit Trail”. Devono essere automaticamente registrate, in base a un’analisi dei rischi, modifiche e cancellazioni di dati GMP con il motivo della modifica. L’Audit Trail deve essere disponibile e convertibile in formato leggibile e deve essere periodicamente rivisto. 
  • Sezione 12 “Sicurezze”. L’accesso ai sistemi deve essere limitato al personale autorizzato tramite controlli fisici e/o logici. Le modifiche alle autorizzazioni di accesso devono essere registrate. 
  • Sezione 17 “Archiviazione”. I dati possono essere archiviati. In tal caso occorre verificarne accessibilità, leggibilità e integrità. In caso di modifiche rilevanti al sistema (HW o SW), la capacità di ripristinare i dati deve essere garantita e testata. 

Il presupposto che affronta la normativa è che senza una validazione adeguata, non si può garantire che i dati siano affidabili. 

La versione di Annex 11 oggi applicabile è quella pubblicata nel 2011, che rimane il riferimento regolatorio per i sistemi computerizzati in ambito GMP. Negli ultimi anni, tuttavia, la Commissione Europea e l’EMA hanno avviato una revisione sostanziale dell’allegato, per allinearlo allo stato dell’arte digitale (cloud, SaaS, cybersecurity, AI/ML) e per rafforzare ulteriormente i requisiti di Data Integrity lungo l’intero ciclo di vita del sistema.

Dopo la pubblicazione del Concept Paper on the revision of Annex 11 nel 2022, nel luglio 2025 sono stati rilasciati per consultazione i draft del nuovo Annex 11 “Computerised Systems”, del nuovo Annex 22 dedicato all’uso dell’Intelligenza Artificiale nel ciclo di vita del medicinale e della versione aggiornata del Chapter 4 “Documentation” di EudraLex Volume 4.

Questi testi introducono una strutturazione più estesa (17 capitoli più glossario) e un focus ancora maggiore su security, identity & access management, audit trail, gestione dei fornitori e dei servizi cloud, applicazione sistematica del Quality Risk Management e rafforzamento esplicito dei controlli di Data Integrity.

La versione finale aggiornata di Annex 11 è attesa per il 2026; fino alla sua entrata in vigore, resta applicabile la versione 2011, ma è opportuno che le aziende inizino a valutare l’impatto dei requisiti in bozza sui propri approcci di Computer System Validation e Data Integrity, in particolare per quanto riguarda sistemi cloud, soluzioni AI/ML e progetti di trasformazione digitale

Reference: Volume 4 Good Manufacturing Practice Medicinal Products for Human and Veterinary Use Annex 11: Computerised Systems 

Linea Guida MHRA e Principi ALCOA+ 

Del framework dei principi ALCOA+, oggi evoluto in ALCOA++, abbiamo scritto in un precedente articolo. Offriamo qui un approfondimento rispetto al legame tra Data Integrity e Computer System Validation nella linea guida inglese di MHRA “‘GXP’ Data Integrity Guidance and Definitions”. 

La linea guida fa riferimento alla data integrity, in formato tanto elettronico, quanto ibrido e cartaceo. Come nel caso di Annex 11, c’è anche qui il presupposto che un sistema computerizzato validato assicura che i dati generati siano accurati e non alterabili in modo non autorizzato; c’è quindi un rapporto di interdipendenza tra il processo di convalida e la linea guida.  

La Computer System Validation (CSV) fornisce la struttura e le garanzie tecniche e/o procedurali (audit trail, controlli, change management) necessarie per assicurare che il sistema supporti la raccolta, l’elaborazione e la conservazione dei dati in conformità con le normative. 

La Data Integrity verifica che i dati siano accurati, completi e protetti da alterazioni non autorizzate: il che è maggiormente applicabile se il sistema è stato adeguatamente validato. 

Se il sistema non è correttamente validato, può aumentare il rischio di errori o manipolazioni che potrebbero compromettere la qualità e la sicurezza dei prodotti farmaceutici. 

Nuove tecnologie a supporto della Data Integrity

Le nuove tecnologie e l’automazione sono sempre più utilizzate per garantire la Data Integrity, andando a ridurre o eliminare il fattore degli errori umani nei processi GMP oltreché aumentarne i controlli. 

Una recente ricerca propone l’adozione di sistemi computerizzati ottimizzati mediante modelli matematici e algoritmi per il monitoraggio continuo della qualità dei record elettronici, riducendo così il rischio di errori umani. 

Tra le tecnologie emergenti, lo studio discute il potenziale della blockchain, che presenta notevoli vantaggi per garantire l’integrità dei dati in ambito farmaceutico. Grazie, infatti, alla sua natura di registro distribuito e crittografato, la blockchain assicura che ogni operazione, una volta registrata, diventi immutabile e trasparente, eliminando il rischio di manomissioni o alterazioni non autorizzate.  

In un settore in cui la tracciabilità dei dati è fondamentale, l’adozione di questa tecnologia offre un supporto solido agli audit trail, poiché ogni modifica viene registrata in modo permanente e verificabile. 

Integrata con altre tecnologie come l’Intelligenza artificiale e la Robotic Process Automation (RPA), essa contribuisce a un approccio multidisciplinare per la gestione dei record elettronici, riducendo l’intervento manuale e gli errori umani, e potenziando la capacità di individuare tempestivamente anomalie e rischi.  

L’approccio multidisciplinare proposto nello studio favorisce l’integrazione tra sistemi legacy e nuove tecnologie digitali, offrendo raccomandazioni per future implementazioni e miglioramenti nella validazione dei sistemi computerizzati.  

I risultati mostrano un significativo incremento nell’affidabilità e nel controllo della qualità dei record elettronici, ponendo le basi per processi più sicuri e conformi ai requisiti regolatori. 

Reference: Adla Padma, Mangayarkarasi Ramaiah, Blockchain based solution for secure information sharing in pharma supply chain management, Heliyon, Volume 10, Issue 22, 2024, e40273, ISSN 2405-8440, https://doi.org/10.1016/j.heliyon.2024.e40273 

Il punto di vista normativo 

Spostandoci sul lato normativo, ad oggi tuttavia l’implementazione di queste nuove tecnologie è al vaglio degli enti regolatori, che in questi anni hanno rilasciato considerazioni in merito al loro utilizzo. Un esempio è il documento FDA in stato draft “Considerations for the Use of Artificial Intelligence to Support Regulatory Decision-Making for Drug and Biological Products” di gennaio 2025 e il documento  EMA “Reflection paper on the use of Artificial Intelligence (AI) in the medicinal product lifecycle” di settembre 2024 rilasciato da EMA.  

Un altro apporto interessante al tema, lo troviamo nell’appendice D11 (Artificial Intelligence and Machine Learning (AI/ML)) della guida GAMP5 2nd Edition, che fornisce una conoscenza di base di queste soluzioni digitali e indicazioni su come garantirne la compliance integrativa e l’idoneità all’uso in un ambiente convalidato.

Concentrandoci sulla Data Integrity, l’appendice descrive l’importanza dell’integrità dei dati per la qualità complessiva di AI/ML oltre a presentare una comprensione dei rischi inerenti. 

Nonostante una discussione sul tema, quindi è ancora in corso una direzione normativa. 

Conclusioni 

Il legame interdipendente tra Data Integrity e Computer System Validation è un requisito normativo, e allo stesso tempo una necessità operativa nel settore farmaceutico. Senza una validazione adeguata, non si può infatti garantire che i dati siano affidabili. 

Le normative FDA 21 CFR Part 11, EU GMP Annex 11 e la linea guida MHRA stabiliscono principi chiari per garantire che i dati siano affidabili, accurati e protetti, indipendentemente dall’evoluzione tecnologica. 

L’adozione di Blockchain, AI e RPA rappresenta una grande opportunità per automatizzare le operazioni e rafforzare i meccanismi di controllo e ridurre il rischio di errori o manomissioni.  

L’introduzione di queste tecnologie deve essere gestita con un approccio di convalida rigoroso, in linea con le aspettative degli enti regolatori, che si stanno muovendo nella definizione di linee guida e normative.  

Servizio di consulenza in Computer System Validation & Data Integrity Compliance 

Abbiamo un’esperienza ventennale nella validazione dei sistemi computerizzati in accordo alle normative e linee guida di riferimento per il settore Pharma & Life Science, in particolare FDA CFR 21, Eudralex Vol.4. Seguiamo ogni fase di ciascun progetto dalla pianificazione inziale alla reportistica finale. 

Scopri di più 

principi ALCOA data integrity

Cosa sono i principi ALCOA e perché sono fondamentali nella Data Integrity

I principi ALCOA sono un importante modello di riferimento nel settore farmaceutico, e assicurano l’integrità dei dati (Data Integrity) sia cartacei che elettronici.

Cosa è la Data Integrity?

Non c’è una singola definizione di Data Integrity, ma i vari enti hanno dato delle definizioni simili, che pongono al centro i principi ALCOA.

Secondo l’organizzazione mondiale della Sanità (WHO):

“L’integrità dei dati è il grado con cui un insieme di dati è completo, coerente e preciso per tutto il ciclo di vita. I dati raccolti dovrebbero essere attribuibili, leggibili, registrati contestualmente alle attività svolte, originali (o una copia conforme) e accurati. Assicurare l’integrità dei dati richiede sistemi di qualità e di gestione del rischio adeguati, compresa l’adesione a principi scientifici e good documentation practices”.

La definizione è ripresa anche da MHRA, l’agenzia di regolamentazione su medicinali e i prodotti sanitari del Regno Unito.

Nel documento FDA “Data Integrity and Compliance With Drug CGMP. Questions and Answers Guidance for Industry” troviamo una definizione simile:

“Il Data integrity si riferisce alla completezza, coerenza, e accuratezza dei dati. I dati completi, coerenti e precisi dovrebbero essere attribuibili, leggibili, registrati contestualmente alle attività svolte, originali o una copia conforme, e accurati (ALCOA)”.

Principi ALCOA++

ALCOA, secondo le linee guida FDA, è acronimo di di Attributable (attribuibile), Legible (leggibile), Contemporaneous (contemporaneo), Original (originale), Accurate (accurato).

Negli anni ai 5 principi se ne sono aggiunti altri quattro: Complete (completezza), Coherence (coerenza), Enduring (durabilità) e Available (disponibilità) diventando ALCOA+ e negli ultimi anni è comparso un ulteriore attributo Traceable (tracciabilità), per questo parliamo di ALCOA++.

Attributable – Attribuibile

 

“Chi ha acquisito i dati o eseguito un’azione in seguito all’acquisizione, e quando?”

Tutti i dati creati o raccolti devono essere attribuibili a una persona o un sistema informatico. Ciò include sia chi ha eseguito l’azione sia quando, registrando quindi la data di raccolta o generazione. La registrazione può avvenire manualmente e su cartaceo oppure automaticamente attraverso l’audit trail in un sistema informatico.

Legible – Leggibile

“Puoi leggere i dati e tutti i metadati o tutte le trascrizioni manuali su carta?”

Tutti i dati registrati devono essere leggibili e permanenti, assicurando che siano accessibili facilmente durante tutto il data life cycle. Questo aspetto del dato è sicuramente più facilmente gestibile attraverso sistemi elettronici, rispetto al cartaceo.

Contemporaneous – Corrente

 

“L’azione è documentata (su carta o elettronicamente) contestualmente all’attività?”

È fondamentale che individui o sistemi registrino il dato nel momento stesso in cui viene svolta l’attività o la sequenza di attività. Con sistemi elettronici automatizzati, questa è una pratica comune, mentre nel cartaceo si è più soggetti a retrodatazioni o post datazioni.

Original – Originale

 

“Stampe o copie certificate come conformi, record elettronici inclusi i metadati di un’attività”

I dati dovrebbero essere originali piuttosto che copie o trascrizioni. Questo vale soprattutto per le registrazioni cartacee. Per esempio non è corretto scrivere delle informazioni parziali su un pezzo di carta, con l’intento di completare la registrazione successivamente sul documento ufficiale, perché ciò può causare errori. Invece la registrazione originale dei dati dovrebbe essere sul record principale, indipendentemente dal fatto che quel record sia su carta o su un sistema digitale.

Accurate – Accurato

 

I dati dovrebbero riflettere la realtà di ciò che realmente è avvenuto, essere completi e privi di errori.

 Eventuali modifiche non devono oscurare o cancellare le informazioni originali. Nel caso del cartaceo non è quindi consentito l’utilizzo del correttore. Qualsiasi modifica sia elettronica che cartacea deve essere firmata dalla persona che effettua la modifica, datata e fornita una spiegazione scritta.

Complete – Completo

 

Le Omissioni sono di fatto violazioni regolatorie! Omettere non è poi così diverso da “nascondere”

Un record deve contenere tutte le informazioni disponibili fino a quel momento. Tutti i dati registrati elettronicamente richiedono un a dimostrare che nessuna informazione sia stata cancellata o andata persa.

Consistent – Coerente

 

Il dato/documento deve essere coerente con l’uso che ne facciamo e con le caratteristiche specifiche che ci aspettiamo debba avere.

Enduring – Duraturi

 

Il dato/documento devono essere duraturi nel tempo e quindi adeguatamente conservati.

Available – Disponibile

I dati non devono solo esistere, ma devono essere accessibili. Il modo più efficiente per raggiungere questo obiettivo è normalmente la registrazione elettronica dei dati.

Traceable– Tracciabile

Sebbene alcuni aspetti della tracciabilità si sovrappongano al principio di “disponibilità” esistente, il termine “tracciabile” approfondisce ulteriormente il concetto. In sostanza, un documento tracciabile è un documento che mantiene una solida traccia di controllo, fornendo una chiara sequenza di attività che possono includere: Quando è stato revisionato il documento l’ultima volta? Come e dove è archiviato? Il documento è stato rivisto? Se il documento è stato rivisto, viene spiegato il motivo della modifica?

Questa enfasi sulla tracciabilità garantisce che la documentazione rimanga non solo accessibile, ma anche meticolosamente tracciata, migliorando la trasparenza e la conformità in ambienti altamente regolamentati.

Assicurare l'integrità dei dati

Assicurare l’integrità dei dati è fondamentale in contesti altamente regolamentati come Pharma & Life Science, dove la Data integrity è frequente oggetto di ispezione, soprattutto con la crescente implementazione di nuove tecnologie.

In S4BT supportiamo le aziende con un servizio di consulenza specializzata.  Applichiamo le più attuali metodologie di implementazione di un piano di data integrity aziendale partendo da un’accurata analisi di aderenza dei sistemi che gestiscono dati elettronici e cartacei verso i principi del data integrity.

Supportiamo qualsiasi assessment sui sistemi (verificando preliminarmente l’aderenza verso la CFR 21 Parte 11/Annex 11) e sul relativo package documentale presso le aree in ambito GMP.

Trattiamo la Data Integrity anche in aula. Eroghiamo Training formativi rivolti a tutti i livelli aziendali partendo da una formazione di base fino ad un livello avanzato, rivolto principalmente a chi si occupa di Data governance e Quality.

Vuoi saperne di più? Visita la pagina IT & Computer System Validation

audit e ispezioni nel settore farmaceutico

L’Importanza di audit e ispezioni nel settore farmaceutico

Ogni azienda che opera nel settore farmaceutico è obbligata ad avere un sistema di qualità GMP (Good Manufacturing Practices) certificato dalle entità regolatorie del Paese in cui opera e commercializza i suoi prodotti (es. Ministero della salute, AIFA, FDA) per garantire che questi siano sicuri ed efficaci per la salute dei pazienti. 

Il sistema di qualità è soggetto regolarmente a ispezioni e audit, che rivestono una grande importanza nel settore e richiedono alle aziende farmaceutiche e ai loro fornitori una adeguata attenzione e preparazione.  

Nei prossimi paragrafi, facendo una panoramica sulle ispezioni e sugli audit, approfondiremo le differenti tipologie, alcune normative di riferimento e la figura del lead auditor. 

Ispezioni o audit?

I termini “ispezione” e “audit” sono spesso utilizzati in modo intercambiabile in italiano; capita infatti di leggere sia “audit regolatori” che “ispezioni regolatorie”, sia “audit interni” che “auto-ispezioni”. Tuttavia, il significato dei due termini differisce in inglese per vari aspetti, quali per esempio l’ambito e lo scopo. 

Le ispezioni (inspections) si concentrano generalmente su processi, prodotti o strutture specifici e possono essere condotte da autorità di regolamentazione o agenzie esterne. Gli audit coprono l’intero Sistema di Gestione della Qualità di un’organizzazione, inclusi processi, procedure, documentazione, formazione e KPI. Possono essere interni all’azienda o esterni (per esempio verso i fornitori, terzisti).  

L’ispezione (inspection) solitamente verifica la conformità a normative o linee guida specifiche, concentrandosi sull’identificazione di problemi di non conformità e garantendo il rispetto dei requisiti minimi. Gli Audit valutano in modo completo il sistema di gestione della qualità (SGQ) di un’organizzazione rispetto a uno standard specifico o una serie di requisiti, con l’obiettivo di valutarne l’efficacia e identificare le aree di miglioramento.  

In conclusione, le ispezioni (inspection) sono valutazioni focalizzate e mirate che hanno lo scopo di identificare le deviazioni da standard o requisiti specifici, mentre gli audit sono valutazioni complete che valutano l’efficacia, la conformità e l’efficienza complessiva di sistemi o processi. Per la lingua italiana come premesso i termini audit e ispezione sono invece intercambiabili. 

Fonte: Inspection Vs Audit: A comparison of Compliance Assessments Processes  

Differenti tipi di ispezioni regolatorie (audit regolatori) 

Un’azienda può ricevere differenti tipi di ispezioni GMP da parte delle entità regolatorie. La FDA americana, ne indica tre: 

  1. Ispezioni di sorveglianza (Surveillance Inspections): vengono condotte per monitorare il processo di produzione e la qualità dei prodotti regolamentati dalla FDA sul mercato. L’agenzia utilizza l’ispezione per valutare se un produttore rispetta le GMP. 
  1. Ispezioni per causa (For-cause Inspections): vengono avviate quando l’agenzia ha motivo di credere che una struttura abbia problemi di qualità, per dare seguito ai reclami o per valutare le correzioni apportate per affrontare violazioni precedenti. 
  1. Ispezioni basate sulle domande di approvazione (Application-based Inspections). Queste ispezioni fanno parte del processo di revisione della domanda per commercializzare un nuovo farmaco, dispositivo o agente biologico, allo scopo di determinare se: il nuovo prodotto è fabbricato in conformità con le normative FDA; garantire che la struttura sia in grado di produrre il prodotto in modo coerente e che i dati presentati siano accurati e completi.  

Le ispezioni possono essere una revisione completa dell’insieme delle attività presso una struttura o possono essere dirette, a volte definite ispezioni limitate, su uno o più problemi particolari, ad esempio per garantire la conformità alle azioni di richiamo di prodotti o per dare seguito a un’azione correttiva nella struttura. 

Fonte: Types of FDA Inspections 

A queste si aggiunge la Pre-approval Inspections (PAI), che la FDA conduce per assicurare che un sito di produzione nominato in una domanda di farmaco possa produrre il prodotto e che i dati presentati nella domanda siano completi e accurati. Qualsiasi sito di produzione nominato per la prima volta in una NDA, ANDA, BLA o PMA è soggetto a una PAI. Queste ispezioni vengono effettuate in tutti i tipi di strutture elencate nelle domande, inclusi i produttori di API, i laboratori di test e i confezionatori, tra gli altri.  

Fonte: Pre-Approval Inspection (PAI): An Expert Guide to Preparation

L’agenzia italiana del farmaco, AIFA indica 7 tipologie di ispezioni: 

  1. Ispezioni di attivazione: quando è necessario attivare una nuova officina di produzione; 
  1. Ispezione di riattivazione: quando è necessario riattivare, a seguito di sospensione, un’officina di produzione o una linea/reparto produttivo; 
  1. Ispezioni di estensione: quando è necessario autorizzare un nuovo reparto produttivo, una nuova linea produttiva o una nuova forma farmaceutica oppure in caso di modifiche essenziali, rispetto all’autorizzazione già rilasciata, che richiedano necessariamente un sopralluogo; 
  1. Ispezione prodotto-specifica: quando è necessario eseguire un’ispezione relativa alla produzione di un determinato medicinale (ad esempio, a seguito di valutazione del CTD e a richieste dell’Area Autorizzazioni Medicinali); in questa tipologia di ispezioni sono incluse le ispezioni ai siti di produzione di medicinali per terapie avanzate (terapia cellullare, genica e tessutali) e siti di produzione dei radiofarmaci; 
  1. Ispezioni di follow-up: nel caso in cui sia necessario verificare che le azioni correttive messe in atto, a seguito di una precedente ispezione, siano state effettivamente e correttamente implementate; 
  1. Ispezioni periodiche: ispezioni di revisione generale con cadenza mai superiore ai 3 anni; 
  1. Ispezioni di controllo: ispezioni disposte per motivi di tutela della salute pubblica in tutti i casi in cui un evento possa comportare un rischio per il paziente. Ad esempio, rientrano in questa tipologia ispezioni a seguito di reclami, rapida allerta, sospetta contraffazione. Le ispezioni possono essere richieste anche da altri uffici AIFA o da EMA o dall’Autorità Giudiziaria; 

Fonte: Ispezioni e autorizzazioni GMP medicinali 

Audit interni e audit esterni 

Oltre che le ispezioni provenienti da enti regolatori, un’azienda è soggetta e promotrice di numerose altre verifiche di conformità: 

Audit interni (auto-ispezioni) 

Prendendo come riferimento le indicazioni date dalla linea guida Eudralex GMP: 

Ogni azienda che produce medicinali deve avere un piano di ispezioni interne che vengono regolarmente eseguite da personale interno o esterno in modo indipendente e dettagliato per monitorare l’attuazione e il rispetto dei principi GMP e delle procedure interne e proporre le necessarie misure correttive.  

Le auto-ispezioni dovrebbero riguardare tutto il sistema, quindi: personale, locali, attrezzature, documentazione, produzione, controllo qualità, distribuzione dei medicinali, modalità di gestione dei reclami e dei recall. Gli audit interni dovrebbero essere registrati in report contenenti tutte le osservazioni e proposte di azioni correttive, anche queste registrate.  

Gli audit interni consentono alle aziende di identificare aree di miglioramento, ridurre le deviazioni/eventi con impatto sulla qualità e prepararsi per audit esterni e ispezioni regolatorie. 

Audit Esterni 

Gli audit esterni sono condotti da entità esterne all’organizzazione, come clienti o organismi di certificazione. Si dividono in: 

Audit di Seconda Parte (Supplier audit) 

Qualificare, monitorare e gestire la qualità è estremamente importante quando si esternalizza ciò che potrebbe potenzialmente avere un impatto sul prodotto. Ciò include sia i tipici servizi esternalizzati come fornitori di componenti e produttori a contratto, sia i servizi di consulenza, più in generale.  

Le aziende farmaceutiche secondo le linee guida sono tenute a qualificare e monitorare i propri fornitori, o qualora terziste a ricevere audit dai propri clienti, affinché rispettino gli standard contrattuali e di qualità richiesti. Questi audit aiutano i clienti a gestire i rischi associati alla supply chain. 

Riferimento: FDA, Q10 Pharmaceutical Quality System 

Audit di Terza Parte 

Sono verifiche periodiche condotte da enti di certificazione indipendenti per verificare la conformità agli standard internazionali (ad esempio, ISO 9001, ISO 13485) o alle normative specifiche del settore (ad esempio, GMP, GLP, GCP). La frequenza dipende solitamente da cicli di certificazione. Per esempio, la certificazione ISO 9001 deve essere rinnovata ogni tre anni. A cadenza annuale dalla data di prima certificazione dovranno essere effettuate le “Verifiche di Sorveglianza”. 

Il Lead auditor: figura chiave per ispezioni e audit 

In questa ultima parte dell’articolo andiamo ad approfondire il ruolo chiave del Lead auditor. 

Chi è e di cosa si occupa il Lead auditor nel settore farmaceutico? 

Il lead auditor è una persona certificata o qualificata in base alle esperienze di Audit eseguiti, che può svolgere attività di audit esterno, per conto di enti di certificazione (audit di terza parte), presso i fornitori dell’azienda (audit di seconda parte) e condurre anche audit all’interno del contesto aziendale (auditor interni).

Il lead auditor è responsabile della conduzione e della gestione complessiva degli audit, dalla pianificazione e preparazione dell’audit, allo studio della documentazione, esecuzione dell’audit, identificazione delle osservazioni, redazione del rapporto di audit e follow-up; assicurando che vengano eseguiti in conformità con le normative e gli standard di qualità applicabili.

Il lead auditor è anche una figura di supporto per l’azienda nel caso di ispezioni regolatorie, sia nella fase preparatoria, affinché supporti nell’individuare gap e preparare quindi l’azienda alla visita degli ispettori, sia durante la visita per gestire la comunicazione e la relazione con gli ispettori, sia dopo la visita per il supporto a eventuali osservazioni e follow-up.  

Come diventare Lead Auditor? 

Per diventare Lead Auditor è necessario aver conseguito certificazioni sugli standard della qualità oggetto di ispezione (es. ISO 9001, ISO 19011, ISOIIEC 17021-1 e ISOIIEC 17021-3) e/o avere una robusta esperienza sul campo, prima come osservatore e poi lead, firmatario quindi della documentazione. 

Nel settore farmaceutico è spesso una figura con background scientifico, proveniente dall’area Quality Assurance che si è formata e quindi ha maturato esperienza sul campo. 

Servizio di Consulenza S4BT per Audit e Ispezioni

La complessità e l’importanza delle ispezioni e degli audit nel settore farmaceutico richiedono esperienza e competenza. Con S4BT, avrai a disposizione lead auditor certificati e altamente qualificati che ti supporteranno in ogni fase del processo di ispezione e audit interni ed esterni.

Dalla preparazione alla gestione delle visite, fino al follow-up delle osservazioni, i nostri esperti assicurano che la tua azienda sia sempre in linea con le normative e gli standard di qualità. 

Non lasciare nulla al caso. Contatta S4BT oggi stesso per maggiori informazioni e scopri come possiamo aiutarti a mantenere i più alti standard di qualità e sicurezza per i tuoi prodotti farmaceutici.  

IT Consultant in Meeting

5 Motivi e 5 Skill (+1) per lavorare come Consulente in azienda

Un lavoro dinamico, energico, sfidante, che mette alla prova la persona a 360° da un punto di vista tecnico, relazionale e comunicativo, parliamo del lavoro del consulente. Perché intraprenderlo e quali abilità richiede?

Il ruolo e le responsabilità del consulente

Il consulente è una figura di riferimento per il cliente e contribuisce con il suo know-how, competenze e supporto alla crescita di quest’ultimo e al raggiungimento dei suoi obiettivi di business. Nel caso di S4BT, che opera nel campo Life Science, il consulente ha una responsabilità ancora maggiore, perché contribuisce con il suo lavoro alla salute delle persone.

Perché lavorare in un’azienda di Consulenza come S4BT?

La carriera di consulente è impegnativa, ma ripaga sotto molti aspetti. Eccone almeno cinque:

1. Lavori e cresci con il team

Il consulente S4BT non è mai solo. Può contare sul supporto dei suoi colleghi, inclusi molti consulenti senior con un grande know-how ed esperienza, che guidano i loro colleghi junior verso la loro crescita professionale.

2. Alleni le tue skill di problem-solving

Il compito principale del consulente è quello di risolvere i problemi dei clienti. Ogni cliente ha necessità totalmente diverse e le soluzioni anche possono variare. Questo richiede competenza, esperienza, intuito e anche un pizzico di creatività. Risolvere problemi è gratificante, soprattutto quando si vede la soddisfazione del cliente.

3. Ogni giorno di lavoro è diverso

Essere un consulente significa lavorare su progetti, prodotti, aziende e problemi diversi ogni giorno. Questa varietà accelera la crescita professionale e mantiene il lavoro interessante e stimolante.

4. Apprendi e migliori costantemente

I consulenti, portando il proprio know-how ed esperienza nelle aziende, devono essere costantemente formati e informati sulle novità del proprio settore. S4BT è un’azienda che investe molto nella formazione continua dei consulenti, sia con corsi interni erogati da consulenti senior S4BT, sia con corsi esterni che coinvolgono ogni consulente un percorso formativo di crescita costante. Alla formazione in aula il consulente aggiunge un apprendimento e crescita costanti, dati dai diversi progetti e aziende con cui lavora. Per i consulenti junior inoltre c’è un tempo dedicato al training-on the job dove si forniscono strumenti, conoscenze per diventare ogni giorno sempre più indipendente.

5. Costruisci un network intorno a te

Un buon consulente sa comunicare e creare relazioni solide sia con i clienti che con il team. Questo favorisce la creazione di un network di professionisti e permette di entrare in contatto con nuove persone e nuovi punti di vista.

Le 5 Skill fondamentali del consulente (+1)

1. Time Management

Saper gestire il proprio tempo e portare a termine le attività programmate è fondamentale per la riuscita del progetto e la soddisfazione del cliente. Il Time Management è da considerarsi non solo a breve termine, come le attività della giornata, ma anche a lungo termine per progetti che richiedono mesi per essere completati e step intermedi per raggiungere l’obiettivo.

2. Flessibilità e adattabilità

Nella consulenza ci sono cambiamenti continui, è un ambiente dinamico. Cambiano i clienti, i progetti, le necessità, le priorità, il team. Il consulente deve sapersi adattare al cambiamento ed essere flessibile sia nel progetto, che nell’atteggiamento con il cliente.

3. Comunicazione

Un consulente deve saper comunicare bene sia in forma scritta, che parlata; scrivere una e-mail, un documento, un report, una presentazione, esporre chiaramente un concetto, saper affrontare le innumerevoli call. Avere una comunicazione chiara è fondamentale soprattutto quando i clienti sono lontani e non si ha la possibilità di avere comunicazioni face-to-face. È importante allo stesso tempo saper comunicare anche con il proprio team per essere sempre allineati sui progetti.

4. Team Player

Un consulente non lavora solo. Sia che si tratti di colleghi consulenti, che di clienti, il consulente deve saper lavorare in team e collaborare con persone di ruoli e discipline diverse. Gli obiettivi si raggiungono sempre insieme. Together is better!

5. Ascolto e Atteggiamento positivo

Ascoltare attivamente un cliente, un collega, un superiore permette al consulente di capire le sue reali necessità e le soluzioni migliori per raggiungere l’obiettivo. Oltre l’ascolto è importante anche avere un atteggiamento positivo e propositivo verso gli altri. Questo facilita la collaborazione e aumenta l’efficienza e la produttività.

6. Curiosità e Creatività

Farsi delle domande, andare a fondo di un problema, permette di trovare soluzioni migliori, di crescere, di apprendere qualcosa di nuovo. Anche la creatività non è un’abilità da sottovalutare. I problemi che un consulente si trova ad affrontare sono molteplici, la creatività aiuta a chiedersi come poter fare meglio, in modo innovativo, diverso.

Lavora in S4BT

Sei una persona energica, curiosa, motivata? Scopri le posizioni aperte per lavorare in S4BT e invia la tua candidatura! 

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Talent Academy S4BT: entrare nel mondo del lavoro con l’approccio learning by doing

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Talent Academy S4BT: entrare nel mondo del lavoro con l’approccio learning by doing

Talent Academy S4BT: entrare nel mondo del lavoro con l’approccio learning by doing

In questo post ti raccontiamo la Talent Academy S4BT e perché è una grande opportunità per entrare nel mondo del lavoro.

Cosa succede dopo l’Università?

 

La fine dell’Università per molti studenti coincide con un periodo di smarrimento, nel quale sorgono dubbi di qualsiasi genere.

Continuare a studiare? Fare un master? Cercare lavoro? Andare all’estero?

Si presentano davanti agli occhi moltissime opportunità, molte strade e nessun navigatore che ci indica la direzione.

Beh, la verità è che la strada giusta non esiste, almeno finché non si inizia a percorrerla e capire se fa per noi.

Qual è quindi il consiglio?

Mettersi alla prova con aziende che accompagnano (e non catapultano) dopo la laurea nel mondo del lavoro e valorizzano le attitudini personali.

Talent Academy S4BT

 

S4BT è un’azienda che lavora da oltre 25 anni nel settore Pharma & Life Science, seguendo progetti altamente specializzati in aziende di tutto il mondo.

Dal 2017 ha scelto di condividere le proprie conoscenze ed esperienze con giovani laureati, formando i consulenti di domani per accoglierli nella squadra S4BT.

La Talent Academy nasce da una domanda che ci siamo posti: come preparare giovani laureati a professioni specializzate in un settore che richiede alta competenza e qualità?

Formazione in aula? mmm no, sono discipline difficili da spiegare e capire solo con le parole.

Formazione sul campo? Certo, ma se non ti spiego prima il contesto e le normative di riferimento non sapresti come muoverti.

Talent Academy! Un percorso formativo di 6 mesi, che unisce l’apprendimento in aula a quello sul campo secondo l’approccio del learning-by-doing(imparare facendo).

La prima fase in aula serve per capire un nuovo contesto, le attività e professioni che richiede, quali normative rispetta.

La seconda fase sul campo applica le conoscenze acquisite su progetti reali in aziende clienti S4BT.

Benvenuti nel mondo del lavoro

La Talent Academy è un caldo benvenuto al mondo del lavoro.

Abbiamo vissuto sulla nostra pelle inizi traumatici, con uno e due giorni di presentazioni e poi via subito a capofitto nelle attività, correndo dietro i colleghi senior per apprendere il più possibile e con la costante paura di sbagliare.

Noi crediamo che la formazione, così come i primi passi nel mondo del lavoro abbiano bisogno di un giusto tempo dedicato, il tempo per capire dove ci troviamo, per conoscere il team, coinvolgere, motivare e rendere le persone sempre più autonome con un percorso su misura in base alle proprie attitudini.

Learning by doing


L’approccio learning by doing (apprendere facendo) parte dal concetto fondante che l’esperienza pratica costituisce il punto di partenza di ogni conoscenza educativa. Solo attraverso l’azione, il fare è possibile la comprensione più profonda e il vero apprendimento.

Per questo nella Talent Academy dedichiamo attenzione alla formazione sul campo, affinchè i futuri consulenti acquisiscano competenze durante lo svolgimento delle proprie attività quotidiane. Questo significa collaborare a progetti reali in aziende clienti S4BT, affiancati da consulenti senior che condividono le proprie conoscenze ed esperienza nel settore Life Science.

Tra i vantaggi dell’approccio learning by doing:

  • aumento del coinvolgimento dei partecipanti
  • si colma il gap dovuto a una formazione esclusivamente teorica
  • aiuta a contestualizzare in situazioni reali le nozioni, i principi e gli strumenti appresi
  • permette di mettere alla prova le competenze oggetto di formazione

Talento

“La fortuna non esiste: esiste il momento in cui il talento incontra l’opportunità”

Lucio Anneo Seneca

Ognuno di noi ha un talento, quell’abilità innata nel fare qualcosa, quella velocità con cui apprendiamo una materia e cresciamo.

Uno degli scopi della Talent Academy è quello di far emergere il talento dei partecipanti.

Il percorso prevede una formazione trasversale sulle attività che si svolgono in S4BT, così da avere una visione generale del mondo Life Science e capire qual è la propria attitudine.

Una volta finito il percorso della Talent Academy, i migliori partecipanti hanno l’opportunità di entrare nel team di consulenti S4BT e specializzarsi maggiormente in un’attività, secondo le proprie attitudini e i progetti S4BT.

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change control

Le sfide del Change Control tra condivisione, documentazione, Training e digitalizzazione

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Le sfide del Change Control tra condivisione, documentazione, Training e digitalizzazione

Le sfide del Change Control tra condivisione, documentazione, Training e digitalizzazione

Il Change Control è un sistema fondamentale per garantire la qualità dei prodotti e dei processi, soprattutto in ambito Life Science, dove subentrano notevoli complessità normative.

Secondo la definizione delle EU GMP Guidelines, il Change Control è un sistema formale tramite il quale rappresentanti qualificati di appropriate discipline esaminano i cambiamenti proposti o effettivi che potrebbero influenzare uno stato convalidato. Lo scopo è determinare la necessità di un’azione che assicuri che il sistema complessivo sia mantenuto in uno stato validato.

 

Le richieste di Change (Change Request o COC) non sono specifiche di un reparto, ma possono riguardare l’intera azienda. Ne fa infatti richiesta chi necessita di implementare un cambiamento che può impattare uno stato convalidato.

Per esempio nell’introduzione di una nuova linea, la Change Request è aperta dal reparto ingegneria e qualifiche, con attività che coinvolgono altri reparti come validazione. Per il cambio di materiale o fornitore la Change potrebbe essere invece richiesta dal reparto procurement.

La supervisione è sempre del reparto qualità, che solitamente costituisce un Change Control Committee locale e/o globale, dove periodicamente si presentano, valutano e discutono le Change Control più significative e rilevanti con i vari reparti impattati e dove si dà l’autorizzazione finale.

La documentazione

 

 

Il sistema di Change Control richiede una procedura scritta (change control program) per regolare i seguenti punti:

  • Che tipi di Cambi il sistema Change Control dovrebbe tenere in considerazione. A quali aree si applicano queste istruzioni operative?

  • Chi può suggerire/ iniziare le Change?

  • Come viene richiesta una change (form, sistema digitale o altri metodi di comunicazione?)

  • Come sono classificate le change? Chi è il responsabile della valutazione?

  • Come vengono determinate le misure necessarie per attuare la modifica; chi compila le indicazioni richieste?

  • Chi è responsabile dell’esecuzione e del monitoraggio di tutte le misure necessarie?

  • Come è assemblato il Change Control Commitee; quali sono i compiti del comitato?

  • Come viene documentata la modifica (formato, contenuto, memoria)?

  • Chi è responsabile per l’autorizzazione delle modifiche?

  • Quali sono le norme speciali per le modifiche urgenti?

Le sfide del Change Control

Il sistema Change Control è complesso e per questo si trova ad affrontare diverse sfide e difficoltà. In particolare:

  • Comunicazione. Una scarsa comunicazione tra reparti, mancanza di follow up o escalation delle change request, notifiche ritardate o inappropriate da parte dei fornitori, ecc.
  • Tempo di evasione. Molte aziende gestiscono manualmente le change request e la documentazione. Questo causa molti sforzi, maggior tempo di gestione e un rischio più alto di errori, backlog e perdite di dati e documenti. La digitalizzazione non sostituisce approvazioni e attività, ma semplifica la compilazione, la condivisione di informazioni e avvisa su scadenze imminenti aumentando il controllo del processo.
  • Documentazione inefficace. Un sistema manuale rende più difficile l’aggiornamento della documentazione, inclusa la storia delle revisioni, e il recupero dei dati necessari a supporto della change. Per esempio potrebbe succedere che un test venga replicato per la documentazione non aggiornata sul test già svolto precedentemente.
  • Training.Una formazione adeguata del personale è un prerequisito sia in ambito FDA che ISO. Quando la gestione del training non è collegata al resto dei processi di qualità, soprattutto in una gestione manuale, mantenere aggiornati i training con i cambi di procedure diventa complesso. Nelle Change, le procedure vengono solitamente impattate e avere sotto controllo i training da assegnare alle risorse ne diminuisce notevolmente il tempo di gestione.

La Gestione del Change Control con un sistema digitale

La documentazione delle Richieste di cambio può essere gestita in record cartacei o elettronici.

La gestione delle Change con un sistema digitale di workflow management system permette non solo di avere documentazione protetta, organizzata e disponibile, ma anche di assegnare azioni alle persone coinvolte, monitorare il processo e inviare notifiche in vista delle scadenze, tenendo anche sotto controllo backlog e altri KPI critici.

Inoltre le Change Request, possono collegarsi ad altri processi come CAPA.

Con un sistema digitale, la gestione di entrambi i processi è dipendente, così da non rischiare errori di chiusura anticipata di un processo rispetto un altro.


 

PRAGMA4U è una piattaforma di Workflow Management System modulare e scalabile che digitalizza i processi di lavoro in conformità alle linee guida FDA e cGxP. 

Consente alle aziende di: avere una documentazione protetta, sempre aggiornata, organizzata e collegata ai processi di origine; di assegnare ed eseguire le attività di lavoro direttamente sulla piattaforma; di condividere facilmente informazioni tra reparti; tenere sotto controllo i processi con KPI ed estrarre report e dossier utili in caso di ispezione.

La piattaforma può contenere più processi, creando una vera e propria mappa digitale dell’azienda. Si integra inoltre ad altri sistemi come ERP semplificando la compilazione e aggiornamento dei dati.

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CAPA

Alla scoperta del CAPA. Strumenti e tecniche per ottimizzare il processo

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Alla scoperta del CAPA. Strumenti e tecniche per ottimizzare il processo

Alla scoperta del CAPA. Strumenti e tecniche per ottimizzare il processo

Aggiornato il 27/10/2026

La gestione delle azioni correttive e preventive, o CAPA — Corrective and Preventive Actions — è un processo importante per le aziende del settore farmaceutico e Life Science. Consente di intervenire sulle cause di deviazioni, non conformità e altre situazioni indesiderate, evitando che si ripetano o che si verifichino.

Gestire i CAPA può però essere complesso. Le difficoltà non dipendono necessariamente da mancanze del personale: spesso riguardano l’organizzazione e il flusso del processo. Azioni non tracciate, documentazione incompleta, informazioni disperse e tempi di implementazione troppo lunghi possono rendere difficile il controllo delle attività.

Per questo, oltre a risolvere i problemi già emersi, è importante rafforzare l’approccio preventivo attraverso l’analisi dei trend e il Quality Risk Management. L’obiettivo è prevenire le criticità e concentrare le risorse sugli interventi realmente necessari.

Nei prossimi paragrafi vediamo quali strumenti utilizzare, quando aprire un CAPA, quali riferimenti considerare e come una consulenza specializzata e la digitalizzazione può semplificarne la gestione.

Strumenti e tecniche per migliorare l’approccio alle azioni correttive e preventive

Per individuare azioni efficaci occorre comprendere le cause dei problemi e valutare i rischi. L’analisi delle cause e l’analisi preventiva sono complementari, ma rispondono a domande differenti: perché un evento si è verificato e che cosa potrebbe accadere in futuro.

Di seguito 3 metodi e strumenti utili.

  • Root Cause Analysis: il metodo 5 Why

La Root Cause Analysis, o analisi della causa radice, aiuta a indagare le ragioni alla base di una deviazione o non conformità.

Uno degli strumenti utilizzabili è il metodo 5 Why, che consiste nel porre ripetutamente la domanda “perché?” per approfondire il problema. Può essere impiegato nelle attività di problem solving, anche insieme ad altri strumenti di analisi.

L’obiettivo non è fermarsi alla prima spiegazione plausibile, ma verificare le ipotesi attraverso le evidenze disponibili. Le EU GMP richiedono, in particolare, di non attribuire automaticamente il problema all’errore umano senza aver considerato eventuali criticità procedurali, di processo o di sistema.

  • Diagramma di Ishikawa: organizzare le possibili cause

Il diagramma di Ishikawa, o diagramma a lisca di pesce, permette di rappresentare le possibili cause di un problema e supporta il brainstorming del team.

Le categorie possono comprendere:

  • personale;
  • macchine e strumenti;
  • materiali;
  • metodi e procedure operative.

Questa rappresentazione facilita il confronto tra le funzioni coinvolte e aiuta a organizzare le ipotesi da approfondire durante l’investigazione.

  • FMEA: analizzare preventivamente guasti e difetti

La Failure Mode and Effects Analysis, o FMEA, consente di analizzare le possibili modalità di guasto o difetto di un processo, prodotto o sistema, considerando cause ed effetti.

È utile nell’approccio preventivo, per esempio durante la progettazione di un nuovo processo o la valutazione di una modifica. Non sostituisce l’investigazione di un evento già avvenuto, ma può contribuire a individuare criticità prima che generino una non conformità.

Trend analysis e Quality Risk Management: non tutto deve diventare un CAPA

Non tutte le deviazioni, i reclami, i rilievi di audit o le criticità dei fornitori devono generare automaticamente un CAPA. Occorre valutare la situazione e documentare la decisione secondo criteri coerenti con il rischio e con le procedure aziendali, evitando la logica del “tutto è un CAPA”.

  • Trend analysis: riconoscere ricorrenze e segnali deboli

L’analisi delle tendenze aiuta a comprendere se un evento sia isolato oppure parte di un problema ricorrente. Può inoltre evidenziare criticità prima che diventino più rilevanti e aiutare a stabilire le priorità di investigazione.

Per esempio, un aumento progressivo delle segnalazioni relative allo stesso componente può richiedere un approfondimento complessivo, anche quando i singoli eventi sono stati gestiti separatamente.

  • Quality Risk Management: il riferimento è ICH Q9(R1)

Il Quality Risk Management supporta la valutazione e il controllo dei rischi lungo il ciclo di vita del prodotto. 

Nel processo CAPA, l’approccio basato sul rischio aiuta a proporzionare l’approfondimento dell’investigazione e la valutazione delle azioni. Le EU GMP collegano espressamente l’analisi delle cause e il monitoraggio dell’efficacia ai principi del Quality Risk Management.

L’obiettivo non è evitare l’apertura di CAPA necessari, ma assumere decisioni motivate e proporzionate.

Le domande più frequenti sui CAPA

  • Che cosa sono i CAPA?

I CAPA sono un sistema di azioni rivolto alle cause di deviazioni, non conformità, difetti e altre situazioni indesiderate. In particolare:

  • l’azione correttiva elimina la causa di un problema già rilevato, per evitarne il ripetersi;
  • l’azione preventiva elimina la causa di un problema potenziale, per prevenirne il verificarsi.

È utile distinguere entrambe dalla correzione immediata. Sostituire un documento obsoleto risolve la situazione rilevata; modificare il processo che ne ha consentito l’utilizzo interviene invece sulla causa.

  • Perché aprire un CAPA?

Un CAPA serve a raccogliere e analizzare informazioni, investigare un problema di qualità e attuare una soluzione appropriata.

Il processo comprende non soltanto la definizione di un piano, ma anche l’assegnazione delle responsabilità, la documentazione delle attività, la verifica dei risultati e la condivisione delle informazioni pertinenti per il riesame della direzione.

  • Quando aprire un CAPA?

I possibili input comprendono:

  • deviazioni e non conformità;
  • reclami;
  • audit interni ed esterni;
  • rifiuti di prodotto e richiami;
  • ispezioni regolatorie;
  • riesame della direzione;
  • trend delle prestazioni di processo e della qualità del prodotto.

Anche la valutazione di modifiche può far emergere problemi o rischi che richiedono azioni. Il collegamento con il change control deve essere valutato caso per caso, senza considerare ogni modifica come motivo automatico di apertura di un CAPA.

  • Chi apre e gestisce il CAPA?

Spesso il CAPA deriva da un processo di origine, come una deviazione, un reclamo o un audit. La proposta di apertura può quindi provenire dalla funzione che gestisce quell’evento.

Responsabilità, approvazioni e modalità di assegnazione devono seguire le procedure aziendali. Possono essere previsti gruppi interfunzionali o commissioni, con il coinvolgimento del Quality Assurance.

  • Come verificare l’efficacia delle azioni?

Completare un’attività non significa necessariamente aver risolto il problema. Le EU GMP richiedono di monitorare e valutare l’efficacia delle azioni correttive e preventive secondo i principi del Quality Risk Management.

In un caso illustrativo, dopo la revisione di un modulo di produzione:

  • la verifica di attuazione accerta che il nuovo modulo sia stato approvato e distribuito;
  • la verifica di efficacia valuta se, nelle successive compilazioni, le omissioni oggetto del CAPA siano state effettivamente ridotte o eliminate.

Criteri e periodo di osservazione devono essere adeguati al rischio e alle reali opportunità di ricorrenza.

Normative e linee guida di riferimento per i CAPA

Farmaceutico:

  • ICH Q10, Pharmaceutical Quality System, descrive il sistema CAPA come elemento del sistema di qualità farmaceutico.
  • Per la gestione del rischio, il riferimento è ICH Q9(R1).
  • EU GMP, Capitolo 1: richiede un’analisi delle cause appropriata durante le investigazioni, l’individuazione delle azioni correttive e preventive necessarie e il monitoraggio della loro efficacia.

Dispositivi medici:

  • ISO 13485:2016 resta il riferimento specifico per i sistemi di gestione della qualità a fini regolamentari.
  • Negli Stati Uniti, dal 2 febbraio 2026 è in vigore il Quality Management System Regulation, QMSR, che modifica il 21 CFR Part 820 e incorpora per riferimento ISO 13485:2016, mantenendo le disposizioni FDA applicabili. 

Sistemi di gestione della qualità

  • ISO 9001:2026 è la nuova edizione dello standard generale sui sistemi di gestione della qualità. 

Come S4BT supporta la gestione dei CAPA: consulenza e digitalizzazione

Per migliorare la gestione dei CAPA occorre lavorare sia sul processo sia sugli strumenti che lo supportano. Analisi delle criticità, procedure, responsabilità e competenze devono trovare riscontro in una gestione delle attività organizzata e tracciabile.

S4BT affianca le aziende del settore farmaceutico e life science con servizi di consulenza in Quality & Compliance e soluzioni digitali. Il supporto può quindi riguardare la gestione delle attività di qualità, la digitalizzazione dei flussi di lavoro o entrambe le esigenze, in funzione del contesto aziendale.

Consulenza in Quality & Compliance: supportare la gestione dei processi di qualità

Nell’ambito Quality & Compliance, S4BT offre supporto per la gestione di deviazioni e CAPA e per altri processi strettamente collegati, tra cui:

  • gestione dei Change Control;
  • gestione dei reclami;
  • gestione e supporto agli audit;
  • gestione e revisione delle procedure;
  • erogazione e gestione di training e re-training;
  • Product Quality Review;
  • Management Review.

Il contributo consulenziale permette di affiancare i team aziendali nelle attività di qualità e nella revisione delle procedure operative, con attenzione alla loro chiarezza, aderenza ai requisiti applicabili e utilizzabilità nel lavoro quotidiano.

Digitalizzazione con PRAGMA4U: rendere le attività tracciabili e collegate

Accanto alla consulenza, S4BT propone PRAGMA4U, una piattaforma di Workflow Management System modulare e configurabile per digitalizzare i processi delle aziende Pharma & Life Science.

La piattaforma consente di:

  • organizzare la documentazione e collegarla ai processi di origine;
  • assegnare e tracciare le attività;
  • condividere le informazioni tra reparti;
  • monitorare i processi attraverso KPI;
  • estrarre report e dossier utili anche in fase di ispezione.

I processi digitalizzati comprendono CAPA, deviazioni e non conformità, audit, reclami e Change Control. Il collegamento tra i flussi aiuta a mantenere la relazione tra l’evento iniziale e le attività successive.

Un supporto costruito sulle esigenze dell’azienda

Consulenza e digitalizzazione rispondono a esigenze diverse ma complementari. La prima supporta le attività e l’organizzazione del processo; la seconda offre strumenti per eseguirlo, documentarlo e monitorarlo.

S4BT analizza i processi e il contesto aziendale per progettare soluzioni digitali su misura, offrendo anche servizi di convalida e accompagnamento all’implementazione della tecnologia.

Conclusione: migliorare la gestione dei CAPA con competenze e strumenti

Una gestione efficace dei CAPA richiede analisi delle cause, valutazione del rischio, responsabilità chiare e verifica dei risultati. La digitalizzazione può sostenere questo percorso, ma deve poggiare su un processo definito e su decisioni adeguatamente motivate.

S4BT affianca le aziende farmaceutiche e life science con consulenza in Quality & Compliance, inclusa la gestione di deviazioni e CAPA, e con soluzioni digitali come PRAGMA4U per organizzare e tracciare i flussi di lavoro.

Vuoi migliorare la gestione dei CAPA nella tua azienda? Contatta S4BT per valutare il supporto più adatto alle tue esigenze: consulenza specialistica, digitalizzazione del processo o un percorso che combini entrambe.

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reclami pharma

I reclami come opportunità di miglioramento continuo per le aziende Life Science

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I reclami come opportunità di miglioramento continuo per le aziende Life Science

I reclami come opportunità di miglioramento continuo per le aziende Life Science

Un reclamo da parte del cliente finale o intermedio può avvenire nel momento in cui qualcosa va storto e si riscontra un difetto nel prodotto o nel servizio. 

Il reclamo può riguardare qualsiasi aspetto del farmaco o device, da un difetto del packaging fino a una reazione inaspettata durante l’utilizzo.

La Gestione dei reclami è parte delle Good Manufacturing Practice (GMP) e oggetto di ispezione da parte degli enti normativi. Per questo necessita di una grande attenzione e una documentazione adeguata. 

Oltre l’aspetto normativo, tuttavia la gestione dei reclami può rappresentare un’opportunità competitiva per le aziende Life Science. Attraverso l’approccio del Quality Risk Management, le aziende possono infatti mettere in piedi un sistema robusto e dinamico di qualità. 

Inoltre la gestione trasversale del reclamo in tutta l’azienda, può portare grazie al supporto di sistemi digitali, a una sensibilizzazione e coinvolgimento maggiore degli stakeholder interni in un processo di miglioramento continuo verso la qualità e la produttività dell’azienda.

 

La Gestione del reclamo

 

La Gestione del reclamo, come abbiamo detto, necessita di molta attenzione e di un robusto sistema di qualità e di documentazione a supporto. Questo consente di eseguire investigazioni esaustive per arrivare, qualora il difetto sia confermato, ad azioni correttive e tempestive, come il ritiro dell’intero lotto dal mercato, e prevenire il ripetersi di problemi in futuro.

La Gestione dei reclami è inoltre oggetto di ispezioni da parte degli enti normativi. Nonostante le linee guida presenti che tracciano il percorso da seguire, ancora oggi si riscontrano da parte di FDA molte Warning Letter per una scarsa gestione dei reclami.

La ricezione e gestione del reclamo è compito del reparto Quality Assurance, che è un tramite per gli stakeholder esterni, ai quali dovrà fornire una risposta al reclamo, e per gli stakeholder interni che, soprattutto in fase di investigazione, dovrà intervistare e coinvolgere per arrivare alla root cause del problema e organizzare attività di risposta.

 

Il miglioramento continuo con il digitale

 

Avere una documentazione centralizzata e organizzata, facilita enormemente la fase di investigazione del reclamo. Questa fase infatti si divide in due parti: Document Analysis e Laboratory Investigation.

Nell’analisi dei documenti, il team QA controlla se ci sono stati reclami precedenti sullo stesso lotto e se sì qual è stata la risposta data. Se non ci sono stati reclami, il QA controlla i batch record per verificare la presenza di una deviazione o non conformità e via via si prosegue in profondità fino a risalire alla root cause se il reclamo è confermato o dichiararlo al contrario non confermato. L’investigazione può coinvolgere anche fornitori esterni, per esempio nel caso di un colore diverso del packaging, la root cause potrebbe risiedere anche nella produzione dell’azienda fornitrice.

Avere un sistema digitale centralizzato per tutta l’azienda consente, semplicemente cercando il numero di lotto, di risalire ai processi collegati e a tutta la documentazione prodotta con i relativi owner e le attività svolte. Si riduce così drasticamente il tempo di ricerca e aumenta contemporaneamente anche la compliance. Con un sistema digitale centralizzato inoltre la documentazione prodotta per il reclamo rimane archiviata e protetta, accessibile alle persone autorizzate per eventuali richieste in fase di ispezione e future investigazioni, così come è facilitata la risposta finale al cliente e l’estrazione dei KPI.

Inoltre una difficoltà che un sistema digitale risolve è il coinvolgimento diretto dei reparti con attività assegnate. Si tende infatti spesso ad affidare solo al reparto Quality Assurance l’esecuzione del processo reclami, quando invece riguarda trasversalmente tutta l’azienda sia nella collaborazione in fase di investigazione che nelle successive eventuali azioni correttive e preventive. 

Un’opportunità di miglioramento in questo caso è proprio l’accountability verso il sistema qualità da parte di tutta l’azienda.

Il Risk Management come Product Lifecycle Document

 

Il reclamo può essere un’opportunità di miglioramento continuo soprattutto con l’utilizzo del Risk Management. Nel momento in cui lanciamo un prodotto creiamo anche un documento per il risk management con la probabilità e severità di possibili eventi che potrebbero verificarsi con il prodotto sul mercato.

Nel momento in cui riceviamo un reclamo o anche feedback, oltre gestirlo è importante tornare su quel documento e considerare, insieme alle persone coinvolte se degli elementi sono stati sottovalutati, sopravvalutati o non considerati. Da questa riflessione potrebbe per esempio risultare che è necessario fare ulteriori azioni oltre la gestione del reclamo, come aprire una Change, effettuare un nuovo assessment riconsiderando le probabilità e severità di un rischio, o magari sensibilizzare maggiormente la popolazione aziendale su un determinato processo.

Il documento di risk management, può diventare un vero e proprio product lifecycle document che irrobustisce e migliora continuamente il sistema e il prodotto. 

Insomma un documento vivo e dinamico disponibile a tutti i reparti coinvolti non solo in fase operativa, ma anche per le analisi del top management.

 

Digitalizzare i reclami con un Workflow Management System

 

Un workflow management System digitalizza i processi aziendali, riportando quello che succede nel mondo offline in un ambiente digitale protetto, dove le attività possono essere assegnate direttamente agli owner ed eseguite/ registrate sul sistema per avanzare nel processo. 

Il vantaggio è avere un monitoraggio generale del processo e del suo stato di avanzamento, con documentazione centralizzata e collegata alle attività svolte.

Inoltre le persone sono responsabilizzate e direttamente coinvolte nelle attività, con scadenze e notifiche di follow-up, che riducono la possibilità di ritardi.

Altri due grandi vantaggi sono l’integrazione con gli altri processi collegati al reclamo come per esempio CAPA, e l’integrazione anche con altri sistemi, come ERP, che permettono di avere anagrafiche aggiornate sui prodotti.

Infine un sistema digitale consente di estrarre dossier, report e KPI per:

  • dare una risposta al cliente, con le azioni messe in piedi dall’azienda per il reclamo
  • fornire una documentazione completa in fase di ispezione
  • avere un monitoraggio costante dei trend e delle performance, così da implementare azioni a supporto

PRAGMA4U

PRAGMA4U è una piattaforma di Workflow Management System modulare e scalabile che digitalizza i processi di lavoro in conformità alle linee guida FDA e cGxP. 

Consente alle aziende di: avere una documentazione protetta, sempre aggiornata, organizzata e collegata ai processi di origine; di assegnare ed eseguire le attività di lavoro direttamente sulla piattaforma; di condividere facilmente informazioni tra reparti; tenere sotto controllo i processi con KPI ed estrarre report e dossier utili in caso di ispezione.

La piattaforma può contenere più processi, creando una vera e propria mappa digitale dell’azienda. Si integra inoltre ad altri sistemi come ERP semplificando la compilazione e aggiornamento dei dati.

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Audit interno

10 consigli (+1) per un AUDIT Interno efficace

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10 consigli (+1) per un AUDIT Interno efficace

10 consigli (+1) per un AUDIT Interno efficace

L’Audit è un processo fondamentale all’interno di un’azienda che lavora in qualità perché permette di individuare i rischi associati alla Compliance e intraprendere le azioni correttive e preventive più idonee.

Gli audit interni sono effettuati periodicamente e in modo sistematico all’interno dell’aziende Life Science e permettono di valutare con obiettività la conformità di un’attività rispetto a uno specifico standard di riferimento.

Regolamentazioni e Linee Guida Audit interni:

Farmaceutico

Medical Device

  • FDA CFR 820

10 Consigli per effettuare un Audit interno efficace

1- Frequenza e Priorità. Adotta un approccio basato sul rischio per la frequenza e priorità degli audit. Prevedi una frequenza minima in ogni area per garantire che nessuna venga trascurata. Nella valutazione di frequenza e priorità considera anche la complessità delle attività operative e la severità del rischio per il paziente e il prodotto nell’area di ispezione.

2- Formazione e Aggiornamento. Forma il tuo team di auditor e tienilo costantemente aggiornato su: cambi regolatori, osservazioni ricevute in azienda da ispezioni esterne, indicatori di qualità (numero deviazioni, NC, ecc.) per le aree di ispezione, cambiamenti significativi nei processi, cambi organizzativi dell’area, valutazioni e aree di rischio. In quest’ultimo caso il supporto di un tool digitale per un Quality Risk Management centralizzato in tutta l’azienda, aiuta ad avere una panoramica generale e sempre aggiornata sull’azienda.

3- Pianificazione. Prepara un programma di audit periodico, includendo chi sarà l’auditor, gli argomenti, processi e l’area dell’azienda che riceverà l’audit. Gli Audit interni sono eseguiti nelle seguenti circostanze: in accordo al piano di audit interni annuale, per una causa specifica, in preparazione a un’ispezione regolatoria, ogni qualvolta il Management lo richieda.

NB. La gestione dell’Audit interno prescrive un’indipendenza tra l’ispettore qualificato e l’attività oggetto di audit.

4- Preparazione. Una volta pianificato il programma di audit, questo dovrebbe essere comunicato con largo anticipo alle aree interessate. Questo consente sia di pianificare eventuali modifiche che all’area interessata di prepararsi all’audit interno. Il Lead auditor dovrebbe preparare e condividere un ordine del giorno che includa: elenco dei record, processi e sistemi da rivedere; revisione dei CAPA aperti a seguito di audit interni precedenti, con tutte le modifiche apportate nell’area, e ispezioni esterne.

5- Apertura. Organizza una riunione di apertura con tutte le aree funzionali, se possibile, all’inizio dell’audit. Un audit interno non dovrebbe assumere la stessa forma di un audit da parte di un’autorità di regolamentazione. Un audit interno dovrebbe essere una collaborazione tra la funzione sottoposta a audit e il revisore. Dovrebbe essere un forum educativo aperto, onesto, collaborativo in cui le aree funzionali hanno l’opportunità di discutere apertamente di preoccupazioni e aree problematiche.

6- Collaborazione. Durante l’audit interno, gli auditor dovrebbero essere diretti ed evitare domande che colgono in fallo le persone. L’audit interno è un’opportunità per educare il personale, spiegando perché si pongono determinate domande e fornendo una spiegazione regolatoria sull’indagine che si sta svolgendo. Un altro comportamento collaborativo è quello di saper ascoltare con attenzione le risposte del personale e adottare un tono amichevole e non conflittuale con quest’ultimo. 

7- Partecipazione. Le persone direttamente responsabili dell’esecuzione delle attività hanno di solito una visione più approfondita di ciò che va e di ciò che necessita di essere migliorato. È per questo fondamentale coinvolgerle nel processo di audit interno, per evitare che delle criticità sfuggano e vengano poi fuori durante l’ispezione.

8- Chiusura. Organizza una riunione di chiusura a fine audit per fare un punto della situazione e i prossimi passi. Non dovrebbero esserci sorprese in questa riunione perché tutte le osservazioni sono state già discusse durante la giornata. 

9 – Documentazione. Tutta la documentazione prodotta relativamente alla gestione dell’audit (audit plan, audit report, follow up, …) deve essere organizzata, archiviata e sempre disponibile sia essa cartacea o digitale. Potrebbe essere richiesta anche in fase di ispezione regolatoria.

10- Monitoraggio. Dalle osservazioni di audit interno potrebbero scaturire azioni correttive e preventive non sempre facili da monitorare e tenere traccia, anche perché potrebbero volerci mesi prima del completamento delle attività. Il consiglio è avvalersi di un sistema digitale che monitora e invia notifiche e alert alle persone incaricate delle attività e che permette di chiudere l’Audit solo quando tutte le attività sono terminate.

11 – Report. A fine audit, il Lead auditor redige un report, assistito dall’Audit Team. Il report dovrebbe essere condiviso con il team, responsabili dei reparti coinvolti (tra cui sempre il QA manager), il direttore di stabilimento, la persona qualificata.

La gestione dell’audit in un sistema digitale

Gestire il processo audit in un sistema digitale, consente di:

  • Registrare gli audit interni ed esterni ricevuti ed effettuati
  • Tenere costantemente traccia dello stato di avanzamento delle Osservazioni scaturite durante tutto il loro ciclo di vita
  • Monitorare i processi e le attività scaturiti dalle osservazioni come CAPA, non conformità, Change Control, …
  • Inviare notifiche di follow-up alle persone responsabili per chiudere le attività
  • Chiudere l’Audit solo quando tutte le azioni per la risoluzione delle osservazioni sono state completate. 
  • Tracciare e monitorare gli impatti degli Audit sui processi e sull’organizzazione
  • Archiviare e Organizzare la documentazione prodotta (audit plan, audit report, follow up, documenti di chiusura) e renderla disponibile se richiesta in fase di ispezione.
  • Elaborare e tenere traccia del Piano di Azioni necessario a risolvere le anomalie
  • Creare un forte legame tra Processi: un sistema dedicato, consente ad esempio di aprire un processo CAPA, Change o Non Conformità direttamente da un Audit

PRAGMA4U

PRAGMA4U è una piattaforma di Workflow Management System modulare e scalabile che digitalizza i processi di lavoro in conformità alle linee guida FDA e cGxP.

Consente alle aziende di: avere una documentazione protetta, sempre aggiornata, organizzata e collegata ai processi di origine; di assegnare ed eseguire le attività di lavoro direttamente sulla piattaforma; di condividere facilmente informazioni tra reparti; tenere sotto controllo i processi con KPI ed estrarre report e dossier utili in caso di ispezione.

La piattaforma può contenere più processi, creando una vera e propria mappa digitale dell’azienda. Si integra inoltre ad altri sistemi come ERP semplificando la compilazione e aggiornamento dei dati.

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